Blog · Usare Claude bene · 16 luglio 2026
Il loop: far correggere a Claude il suo lavoro, senza codice
Come far iterare Claude finché il risultato non rispetta i tuoi criteri di accettazione, senza scrivere codice: obiettivo, vincoli e auto-valutazione.

Il loop è un modo di far lavorare Claude a iterazioni: gli dai un obiettivo e i criteri con cui il risultato verrà giudicato, lui produce una bozza, la confronta con quei criteri, corregge quello che non torna e ripete, finché li rispetta tutti o esaurisce i tentativi che gli hai concesso. Tutto dentro una normale chat su claude.ai, in italiano, senza scrivere una riga di codice.
Il modo in cui quasi tutti usano Claude è a mano: chiedi, leggi la risposta, segni cosa non va, rilanci. Funziona, ma a ogni giro il controllo di qualità lo fai tu, e il collo di bottiglia resti tu. Il loop sposta quel controllo dentro il compito. Invece di spiegargli come scrivere, gli consegni il metro con cui misurerai il risultato e gli chiedi di misurarsi da solo prima di dartelo.
Il metodo rende quando la qualità è verificabile contro una lista: una domanda di partecipazione a un bando che deve rispettare requisiti e griglia di punteggio, una relazione tecnica che deve coprire certi punti, un capitolato, una tesi con le regole del relatore. Se i criteri sono chiari, il loop li fa rispettare senza che tu rilegga dieci bozze.
Prompt, harness, loop: cosa cambia
Chi segue le novità sull'AI ha visto passare tre parole in fila, presentate come l'evoluzione del modo di lavorare con questi strumenti: prompt, harness, loop. Vale la pena capirle, perché descrivono tre livelli di autonomia che dai al modello.
Il prompt è la singola richiesta scritta bene. Gli spieghi cosa vuoi e lui risponde una volta. È il livello base, e per gran parte delle cose basta e avanza.
L'harness — «imbracatura» — è l'impalcatura che gli metti intorno: il contesto stabile, i documenti di riferimento, le regole che valgono sempre. Su claude.ai è quello che ottieni con un Project, dove carichi il listino, il modello di documento e le istruzioni fisse una volta sola. Fa partire ogni risposta già informata, senza che tu rimetta il contesto a ogni chat.
Il loop aggiunge l'ultimo pezzo, la ripetizione con un criterio di stop. Non ti fai dare una bozza e via: gli fai fare più giri sullo stesso lavoro, ognuno che corregge il precedente, e gli dici quando fermarsi, cioè quando i criteri sono soddisfatti o quando ha esaurito i tentativi. In pratica, il giudizio su «va bene o si rifà» smette di essere solo tuo.
Il loop senza codice, in pratica
Il loop vive tutto dentro un messaggio che imposti bene una volta, e si regge su pochi ingredienti. Il primo è l'obiettivo, cosa deve produrre detto in una riga. Il secondo, quello che fa la differenza, sono i criteri di accettazione: la lista di condizioni che il risultato deve soddisfare, scritte in modo verificabile. «Scorrevole» non basta come criterio, perché non lo puoi controllare; «ogni sezione richiesta dal bando è presente e sta sotto le 300 parole» sì, perché lo verifichi in un attimo. Poi c'è il budget di tentativi, quanti giri gli concedi prima che si fermi comunque, utile a non farlo girare all'infinito su una casella che con i dati a disposizione non può spuntare. E c'è l'auto-valutazione: gli chiedi di darsi un voto in percentuale, criterio per criterio, dopo ogni bozza, di dirti cosa non torna e di rimettere mano solo a quei punti al giro dopo.
Resta un vincolo che non si tocca, quello sui dati mancanti. Un modello spinto a raggiungere il 100% è tentato di inventare l'informazione che non ha pur di spuntare la casella. Glielo vieti per iscritto: dove manca un dato scrive [DA COMPLETARE] e prosegue, senza stimare e senza riempire.
Questo è lo schema da copiare e adattare a qualunque lavoro con un metro chiaro.
Obiettivo: [cosa devi produrre, in una riga].
Criteri di accettazione (il risultato è pronto solo se li rispetta tutti):
1. [criterio verificabile]
2. [criterio verificabile]
3. [criterio verificabile]
Come lavori:
- Scrivi una prima bozza.
- Valutala rispetto a ogni criterio e assegna una percentuale (0–100%) a ciascuno.
- Elencami cosa manca o non torna.
- Correggi solo i punti sotto il 100% e produci una nuova bozza.
- Ripeti finché tutti i criteri sono al 100% oppure hai fatto 5 tentativi.
Vincolo: se ti manca un dato, scrivi [DA COMPLETARE] e vai avanti.
Non inventare numeri, nomi, prezzi o riferimenti che non ti ho dato.
Alla fine mostrami la versione finale e la tabella dei criteri con le percentuali.Esempio: la domanda di un bando
Prendi una domanda di partecipazione a un bando, il caso dove il metodo si vede meglio perché il metro di giudizio l'ha già scritto qualcun altro. Un'impresa che seguo ci perdeva mezze giornate: la relazione la sapevano scrivere, il tempo se ne andava nel controllarla contro due liste. La prima è l'ammissibilità, i requisiti formali dove saltarne uno significa esclusione a prescindere dal contenuto. La seconda è la griglia di valutazione, che assegna i punti voce per voce.
Quel controllo è esattamente il lavoro che il loop fa bene, perché i criteri non li devi inventare, li copi dal bando. Carichi il bando e la bozza di relazione su claude.ai e imposti il ciclo con i criteri presi dai due elenchi.
Obiettivo: rendere questa relazione conforme al bando allegato e massimizzarne il punteggio.
Criteri di accettazione:
1. Tutti i requisiti di ammissibilità dell'art. [X] sono soddisfatti (elencali con sì/no per ciascuno).
2. Ogni criterio della griglia di valutazione è coperto da una sezione dedicata.
3. Nessuna sezione supera il limite di battute o pagine indicato dal bando.
4. Ogni dato numerico rimanda a un documento che ti ho fornito.
Come lavori:
- Estrai dal bando la lista dei requisiti e la griglia di punteggio.
- Confronta la relazione riga per riga con le due liste.
- Assegna una percentuale a ogni criterio e indicami cosa manca.
- Correggi e ripeti fino al 100% su tutti i criteri o per un massimo di 5 giri.
Vincolo: dove manca un dato (importi, referenze, date), scrivi [DA COMPLETARE].
Non inventare esperienze, numeri o certificazioni.Quello che ottieni è un testo già confrontato con il metro con cui verrà giudicato: le caselle vuote sono segnalate invece che riempite a caso, e il controllo riga per riga che prima facevi tu a mano è già stato fatto una volta. La rilettura umana resta, ma parte da molto più avanti.
Lo stesso schema regge ovunque il risultato si misuri contro una lista. Una relazione tecnica che deve coprire certi punti obbligatori, un capitolato con le voci minime richieste, una tesi con le regole del relatore su struttura e citazioni: cambi i criteri, il ciclo è identico.
Quando conviene (e quando no)
Il loop conviene quando i criteri sono chiari e verificabili e quando il lavoro ripetitivo sta nel controllo più che nella scrittura. Su un testo creativo, dove «buono» è una questione di gusto, non hai una lista contro cui misurare e il ciclo gira a vuoto: lì torna più utile guidarlo a mano, un giro per volta.
L'errore che fanno quasi tutti è dare per buona l'auto-valutazione. Un modello a cui chiedi «ci sei arrivato al 100%?» tende a risponderti di sì, perché il 100% è proprio quello che gli hai messo come traguardo. Per questo il metro deve essere fatto di cose che ricontrolli tu in dieci secondi — c'è la sezione o non c'è, la cifra rimanda a un documento o no — e non di giudizi vaghi che lui può dichiarare soddisfatti senza che tu possa smentirlo. E il vincolo sui dati mancanti va tenuto stretto: senza quello raggiunge il 100% inventando, che è il modo peggiore di sbagliare, perché l'errore finisce in un documento che sembra a posto.
Ogni sabato mattina, nella newsletter di claudefacile.com, c'è un caso d'uso come questo: uno solo, concreto, con il prompt pronto da copiare.
Salvatore — claudefacile.com
Domande frequenti
Cos'è il loop quando si parla di AI?
Il loop è un modo di lavorare: dai a Claude un obiettivo e dei criteri di accettazione, lui produce una bozza, la confronta con quei criteri, corregge quello che non torna e ripete, finché li rispetta tutti o esaurisce i tentativi che gli hai concesso.
Serve saper programmare per usare il loop con Claude?
No. Il loop si imposta in italiano dentro una normale chat su claude.ai: descrivi obiettivo, criteri e numero massimo di tentativi in un unico messaggio. Il codice serve solo se vuoi far girare lo stesso ciclo in automatico su molti file.
Come faccio a far correggere a Claude il suo lavoro da solo?
Gli consegni il metro di giudizio insieme al compito: elenca i criteri, chiedigli di darsi un punteggio in percentuale per ciascuno dopo ogni bozza e di rimettere mano solo ai punti sotto soglia, fino al 100% o all'esaurimento dei tentativi.
Ricevilo ogni sabato
Una guida così, ogni sabato in casella
Questa l’hai trovata sul blog, e va bene così. Se ti va di riceverne una ogni settimana — un caso d’uso vero di Claude, il prompt incluso, sette minuti di lettura — lascia la tua email qui sotto.